Potere al Popolo - Torino
Stiamo assistendo al massacro del popolo palestinese.
Potere al popolo! È scesa in piazza per ricordare al mondo che solo eliminando l'occupazione e l'apartheid di Israele si può portare la pace in Palestina.
Al contrario, tutti i mass media occidentali portano avanti una vera e propria guerra mediatica e culturale senza precedenti, con ogni mezzo: fake news, storie strappa lacrime, bugie e manipolazioni della storia, cercando di schiacciare tutta la Palestina su Hamas per delegittimare i diritti del popolo palestinese e cancellare così 75 anni di brutale occupazione militare da parte di Israele.
In realtà, si può essere per la Palestina e per i suoi diritti senza essere pro-Hamas.
Protestare contro il rischio concreto di genocidio e per l'applicazione del diritto internazionale vuol dire non solo essere umani, ma rivendicare le decine di risoluzioni dell’ONU che da anni denunciano i soprusi, le violenze e le violazioni del diritto internazionale da parte di Israele.
È nostro compito rompere il muro del silenzio, portando avanti una contro-informazione e diffondendo la verità.
Per questo Vi invitiamo a partecipare alla serata organizzata dalla Casa del Popolo Estella, lunedì 23 ottobre 2023, ore 18,30.
Ne parliamo con:
Giugno 2023 - Potere al Popolo - Torino
Nel caldo pomeriggio di ieri, 21 giugno 2023, si è riunita tra le mura del Palazzo di Città la commissione consiliare a seguito della petizione del comitato Essenon. Una petizione che verte sulla necessità oltre che sull' urgenza di preservare un'area di alto valore ambientale, il parco Artiglieri da Montagna minacciato dalla costruzione di un centro commerciale a firma Esselunga. Questo incontro di due ore, "venduto" ai cittadini come confronto, in cui i consiglieri hanno dato sfoggio del loro "blablabla", in cui hanno incessantemente scaricato responsabilità su amministrazioni precedenti ha evidenziato secondo noi alcuni aspetti:
Noi ieri eravamo sotto il palazzo, perplessi, dispiaciuti, arrabbiati per l'ennesima speculazione che si vorrà consumare in nome del dio denaro. Consapevoli che continueremo ad opporci a questo progetto spregiudicato in piena emergenza climatica, che infierisce un colpo irreversibile al verde della circoscrizione 3 e della città tutta oltre che al commercio di prossimità legato ai mercati rionali. Consapevoli che, per quanto possibile nelle nostre forze, continueremo a sostenere il comitato Essenon.
Aprile 2023 - Potere al Popolo - Torino
Ormai il sindaco Lo Russo e il governatore Cirio fanno coppia fissa. Non esiste dimostrazione più plastica di quanto gli interessi che tutelano PD e destra siano in ultima istanza gli stessi. Il PD si vernicia di verde ma è il massimo rappresentante dei costruttori, delle grandi imprese e della grande distribuzione a cui regala continuamente pezzi di città. La destra si presenta come paladina dei piccoli commercianti ma poi non si tira mai indietro quando si tratta di costruire grandi complessi commerciali.
270.000 metri quadrati, 100 negozi, 25 ristoranti, aree parcheggio, un'arena eventi, 8 sale cinema e un hotel 4stelle con 120 stanze e la pista di go-kart più lunga d’Europa. Così diventa realtà l'ennesimo grande centro commerciale, con annessi ristoranti, cinema e persino una pista per i go kart. DREAM lo chiamano, ma più che un sogno pare un incubo.
Rigenerare lo spazio urbano dovrebbe voler dire garantire a tutti casa e servizi di qualità ed a prezzi accessibili, dovrebbe voler dire difendere gli spazi verdi e favorire la costruzione di legami di vicinato e socialità. Tutto l'opposto di quanto creano questi grandi centri commerciali. Non a caso, leggendo meglio, si scopre che l'obiettivo non è affatto rigenerare l'area per chi ci abita ma attrarre 12 milioni di persone l'anno in qualità di potenziali clienti.
Chi governa questa città non vede altro futuro, se non copiare i modelli di altre città italiane, da Firenze e Napoli. Un modello che però ha già dimostrato quanto male faccia alle persone che ogni giorno cercano di vivere uno spazio urbano sempre più privatizzato, soffocato e privo di servizi e di spazi di vita collettiva.
Marzo 2023 - Potere al Popolo - Torino
8 Marzo h 15,30 concentramento in Piazza XVIII dicembre. A seguire corteo cittadino.
Domani scioperiamo tutte, domani scendiamo in piazza tutte!
Non siamo forza lavoro precaria e sfruttabile!
Non siamo espressione dei ruoli che la società ci impone!
Non siamo il welfare di servizi pubblici inaccessibili e costantemente sacrificati!
"Credo sia utile affermare che l'emancipazione femminile comincia dal NO della donna.
Imparare a dire di NO... ecco il primo ncessario passo per affermare la propria personalità.
Imparare a dire NO al padrone, al capo ufficio, al direttore, al compagno di partito.
Imparare a dire NO allo sfruttamento, alle esosità, alle ingiuste pretese di chi, perchè ha la possibilita di comprare la forza-lavoro di quelli che la devono vendere per poter vivere, crede di poterne comprare anche la dignità la coscienza, la libertà di opinione, un NO a tutte le ingiustizie, a tutte le oppressioni...
Non si deve solo parlare di emancipazione, bisogna cominciare ad emanciparsi."
Teresa "Estella" Noce "Imparare a dire no", 8/10/1955Febbraio 2023 - Potere al Popolo - Torino
Il 23/02 parteciperemo all’assemblea cittadina contro la guerra che si terrà a Palazzo Nuovo alle ore 18:30, in avvicinamento alla manifestazione nazionale contro la guerra del 25/02 chiamata dal CALP a Genova. Uniamoci per far sentire la nostra voce contro una classe politica antisociale e guerrafondaia. Chi fa la guerra non va lasciato in pace!
23/02 - ore 18.30 - Palazzo Nuovo (all'interno della giornata Strike the wars)
Con interventi del CALP, Nicoletta Dosio, Connessioni Precarie e molti altri.
Saranno disponibili informazioni su bus e treni per scendere tutti insieme da Torino a Genova il 25/02!
Ad un anno dalla precipitazione del conflitto in Ucraina, i venti di guerra si intensificano drammaticamente: un esempio lampante sono i nuovi contingenti di armi inviati dal Governo Meloni, da vari altri Stati europei e dagli USA all'Ucraina, per un complessivo sostegno dell'occidente targato Nato a questa spirale bellicista.
Mentre si esportano armi sul fronte orientale in nome della democrazia, dimenticandosi di tutti i conflitti prodotti e portati avanti dall'occidente (le cosiddette guerre di serie b), sempre di più siamo ad un passo da una escalation globale.
Tutto questo ha delle pesanti ricadute anche interne nel progressivo peggioramento delle condizioni sociali di strati sempre più larghi della popolazione, dovuti, in primis, all'aumento delle bollette e al carovita: costi di una crisi sociale che vengono scaricati tutti verso il basso.
Senza contare gli enormi effetti di devastazione ecologica che questa guerra sta portando: la crisi energetica in corso spinge le multinazionali e i governi a smentire anche quelle poche promesse fatte relativamente alla “transizione green”.
Ma la guerra è anche interna: non possiamo non denunciare l'escalation repressiva che ha il suo apice nel caso Cospito verso il quale lo Stato si sta dimostrando terroristico e ricattatorio.
Oggi è il momento di indicare i responsabili della situazione e i nostri nemici: dal governo Meloni, alla Nato, fino alle istituzioni piemontesi e alla filiera della guerra che intacca pesantemente anche la nostra città. La Cittadella dell'Aerospazio di corso Marche, il piano firmato Leonardo-Politecnico, proprio di fianco alle sedi di Thales Alenia, Leonardo e molte altre aziende; i numerosi accordi tra Politecnico, Unito e università israeliane dirette responsabili del massacro del popolo palestinese, i patti tra le università torinesi e l'Agenzia Frontex che presidia i confini europei. Sono tutti esempi di come anche la nostra città sia al centro di una filiera della guerra sempre più finanziata e radicata.
Come abbiamo fatto in tutto quest'anno, dagli studenti universitari contro gli accordi di ricerca bellicista fino ai picchetti dei lavoratori davanti alle fabbriche di armi, ai porti e agli aeroporti vogliamo mettere in campo un'opposizione alla guerra direttamente in casa nostra.
Per questo chiamiamo un momento di assemblea e dibattito cittadino giovedì 23 febbraio a Palazzo Nuovo per confrontarci sulle motivazioni di fondo del conflitto in corso e sulle pratiche di lotta necessarie.
Per questo anche da Torino il 25 febbraio saremo a Genova alla manifestazione contro la guerra convocata dal CALP, il Collettivo Autonomo dei Lavoratori Portuali di Genova che da anni blocca uno dei porti italiani con il più alto passaggio di armamenti.
L'opposizione non è soltanto possibile, ma necessaria.
Febbraio 2023 - Potere al Popolo - Torino
Prosegue il balletto tra Regione e Comune sul progetto del nuovo Maria Vittoria: a rimetterci sono gli abitanti di questa città che dovrebbero scegliere tra rimanere con un ospedale vetusto o vedere cementificato un pezzo significativo del più grande parco cittadino.
L’ospedale Maria Vittoria è malandato, ha un pronto soccorso sempre intasato ed è molto complicato da ristrutturare. Da qui la decisione della Regione di costruire un nuovo ospedale che serva l’area nord-ovest della città. Ma sulla superficie cittadina da scegliere decide il Comune. Così la coppia Icardi/Cirio passa la palla al tridente Lo Russo/Mazzoleni/Rosatelli. I quali, nonostante non abbiano ricevuto informazioni precise su dimensioni e caratteristiche dell’opera, si mettono subito a "caccia" dell’area più appropriata. Ne individuano 4 (o forse 7, o forse 10: sui numeri aleggia un po’ di incertezza…), ma sui giornali viene subito fuori l’area della Pellerina.
La notizia desta molta preoccupazione, perché si tratta del più grande polmone verde di Torino.
Così il 28 Gennaio viene organizzata una seduta della V Commissione della Circoscrizione 4, di cui la Pellerina fa parte, a cui partecipano anche gli assessori Rosatelli (Welfare), Mazzoleni oltre a dirigenti dell’Asl e consiglieri comunali; assente invece la Regione Piemonte.
L’interesse è alto, tanto che partecipano oltre 120 persone. Gli assessori assicurano più volte che non è ancora stata scelta l’area della Pellerina, ma la domanda su quali siano le altre aree selezionate non riceve alcuna risposta. L’unica certezza che viene data ai tanti cittadini accorsi è che il lavoro è stato accurato, tanto da produrre una tabella Excel (?!). Diversi cittadini avanzano quindi la proposta della vicina area Thyssen: già cementificata, abbandonata da anni, situata proprio alle spalle della Pellerina. Sembrerebbe la soluzione perfetta: si recupera un’area abbandonata costruendo un ospedale e si evita nuovo consumo di suolo.
Certo, è inquinata, ma prima o poi andrebbe comunque bonificata e recuperata: perché non cogliere l’occasione? L’imbarazzo in sala viene rotto dall’assessore Rosatelli – membro di “Sinistra Ecologista” – per chiarire che dell’area Thyssen non si può parlare perché è di un privato e la bonifica costerebbe troppo. Rincara la dose Nadia Conticelli, capogruppo comunale PD, che spiega come un’area industriale inquinata, anche se bonificata, non sarebbe comunque adatta ad ospitare un ospedale: una strana posizione per chi ha sostenuto il progetto del Parco della Salute sull’area inquinata ex Avio. Sintesi della posizione della Giunta Comunale: l’area non è stata ancora decisa, sono tutti consapevoli del danno di rovinare un’area verde come la Pellerina, ma al momento sarebbe la soluzione “meno peggio” (sigh!), anche se le altre aree selezionate non possono essere rese note. L’esproprio, la bonifica e il recupero della Thyssen sono da escludersi. Vista la scarsa trasparenza e l’assenza totale della Regione Piemonte, martedì la consigliera regionale Francesca Frediani, che col Movimento 4 Ottobre aderisce a Unione Popolare, ha interpellato la Giunta Regionale. Anche qui le risposte sono state minimali: se non altro, però, è arrivata la conferma che il Comune di Torino avrebbe finora indicato proprio l’area della Pellerina come la migliore.
Insomma, Comune e Regione si rimpallano le responsabilità. Ma i loro bisticci sono dovuti solo all’imbarazzo di dover giustificare una decisione scellerata: quella di cementificare il parco della Pellerina.
In realtà sul punto fondamentale sono perfettamente d’accordo, come dimostrato dalla recente gita a New York del duo Cirio – Lo Russo: gli interessi privati sono inattaccabili, anche se hanno mandato a morire sette operai per risparmiare sulla sicurezza, e le opere devono essere fatte sempre al minimo costo, anche se questo significa cementificare aree verdi, pagandone costi sociali ed economici altissimi nei prossimi decenni. Il tema è senz’altro complesso e non possiamo affrontare qui tutte le criticità sanitarie, ambientali ed urbanistiche.
Gennaio 2023 - Potere al Popolo - Torino
Mercoledì 25 Gennaio, in Casa del Popolo - Estella, ci siamo trovati in tanti per confrontarci su carcere, 41bis e repressione. Lo abbiamo fatto a partire dalla vicenda di Alfredo Cospito, che da oltre tre mesi è in sciopero della fame, contro il regime di 41 bis a cui è sottoposto nel carcere di Sassari.
Ne abbiamo discusso con Gianluca Vitale, avvocato nel processo "Scripta manent", Giovanni Torrente, del direttivo di Antigone, Nicoletta Dosio e Emilio Scalzo, attivisti #notav che hanno conosciuto sulla loro pelle la durezza del carcere. Abbiamo parlato dell'assurda e inumana punizione che sta subendo Alfredo , del significato reale del 41bis, che va molto oltre le necessarie misure per evitare che i boss mafiosi comandino dal carcere, della funzione del carcere, che è una discarica dove si rinchiude una marea di poveri e di persone espulse da una società che dà valore solo a chi riesce a produrre ricchezza.
Il carcere (come il CPR) diventa lo strumento per governare l'ingiustizia sociale. Combattare il carcere e questo sistema sociale di sfruttamento sono due facce della stessa medaglia, due battaglie che vanno portate avanti insieme.
Da ieri sappiamo che l'udienza della corte di Cassazione che discuterà la revoca del carcere duro per Cospito è stata fissata il 20 aprile. Sarebbero 6 mesi di sciopero della fame. Oggi dobbiamo mobilitarci per salvare la sua vita, ma anche per sostenere la lotta che sta portando avanti a rischio della sua stessa vita: abolire l'ergastolo e il 41bis, costruire una società basata sulla giustizia sociale e non sulla repressione.